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Di importante rilevanza archeologica è il sepolcreto della torara. Risalente al VI sec. A.C. è situato a sud del casale delle pietrischie. Grazie all’impegno dell’associazione Il mascherino, nel 2008 le due tombe sono state sottoposte a pulitura dagli accumuli terrosi che nel corso degli anni avevano reso i due siti inaccessibili. La tomba più grande è costituita da un dromos a scalini e un vestibolo rettangolare che funge da accesso a quattro celle adibite a sepoltura singola. Sopra la porta della prima cella, a sinistra, corre una lunga nicchia. La parete divisoria del secondo ambiente (riservato a una donna, come si vede dalla testiera triangolare) è crollata per un tratto. In origine era ingentilita da due finestrelle: una superstite, con un archetto e un’altra modanata. La porta della terza stanza reca in alto un arco, mentre quella della quarta è modanata.
Il vestibolo ha il columen orientato a 330° nord-nord-ovest; presenta poi, sulla sinistra, due troni tufacei, assai degradati, mentre sulla destra è discretamente conservato un sedile in pietra che può ospitare due persone. Il totale di quattro posti nell’area vestibolare è un dato raro in tutta l’area cerite.
Il sepolcro B, preceduto da un breve dromos, ha una pianta a 'elle', immediatamente leggibile a causa del crollo del soffitto. Le camere sepolcrali sono due, ognuna con due letti. La realizzazione del manufatto appare - per quanto si può vedere - meno ricercata rispetto alla tomba A.
Dobbiamo infine ricordare che a pochi metri dal sepolcreto è stato liberato dal fitto roveto un cinerario ricavato da un macigno a livello del terreno (Rif. il Mascherino).